Un modo utile per pensare al funzionamento di coppia può essere quello di inquadrare nel qui ed ora di una data situazione ciò che la coppia sta vivendo. In questo caso, oltre a cercare di comprendere il “processo” di quello che sta accadendo, può risultare anche vantaggioso comprendere su quale livello di organizzazione affettiva si sostiene la relazione. Cosa accade, ad esempio, nel caso in cui una persona abbia difficoltà a connettersi con lo stato mentale del proprio partner, perché non ha acquisito la capacità di regolare i propri stati emotivi? È possibile che questa persona non sia in grado di esprimere, gestire e utilizzare le emozioni in modo adeguato, e questo farebbe emergere contemporaneamente una disregolazione emotiva personale e una disconnessione relazionale.

equilibrio

È possibile che questa disregolazione emotiva personale possa esercitare un effetto negativo sulle interazioni di coppia, generando frequenti disconnessioni e faticosi tentativi da parte di uno dei partner di riparare il contesto relazionale. Se, ad esempio, un partner ha difficoltà nel gestire le proprie emozioni è possibile che, all’interno della relazione, non riesca a vedere quanto anche lui possa contribuire a creare un conflitto. Questo potrebbe portarlo quindi ad agire d’istinto, per poi pentirsene. Le frequenti rotture che si creano in questo modo determinano così fenomeni di disconnessione emotiva, per i quali un partner non riesce proprio a cogliere gli sforzi fatti dall’altro per ripristinare la situazione, anzi al contrario avverte un distacco emotivo nei suoi confronti.

Ci sono casi invece, in cui c’è una differenza di strategie di regolazione emotiva dei partner. Questo avviene quando la regolazione emotiva di uno dei due, che funziona benissimo a livello individuale, diventa però disfunzionale a livello relazionale. È possibile, ad esempio, che ciò che un marito può sentire come una strategia di regolazione emotiva funzionale per se stesso (ad esempio, vorrebbe avere dei propri spazi di libertà individuale) possa essere percepito come disregolativo dalla moglie, che lo può avvertire come insensibile nei suoi confronti. La moglie per regolare il proprio stato di attivazione emotiva e riconnettersi con il marito, può cercare di parlarne con lui. Il marito, a questo punto, potrebbe percepire la richiesta di conversazione della moglie come un segnale di disagio da parte di lei e pertanto provare anche lui a riconnettersi. Potrebbe tuttavia anche accadere che il marito percepisca invece la richiesta di conversazione come un rifiuto oppressivo alla sua richiesta di spazio e possa reagire evitando gli scambi con la moglie, dando vita così ad un circolo vizioso che porta a continue disconnessioni. Pertanto, sebbene nessuna delle due strategie individuali sia disadattiva, la loro interazione può risultare disfunzionale.

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